Hera manutenzione e pronto intervento, Forlì (FC)

Termine assegnazione: 2011

Le commesse di manutenzione ordinaria e straordinaria su reti gas e acqua rappresentano per il Consorzio un settore fondamentale della propria attività imprenditoriale. La particolarità del lavoro consiste oltre che nella realizzazione di nuovi allacciamenti d’utenza, nel mantenimento in efficienza delle reti gas , acqua e fognatura.
Questo tipo di commesse prevedono varie tipologie di lavorazioni che vanno dalla posa di tubazioni di grande diametro anche a profondità rilevanti , al prolungamento o alla sostituzione di condotte stradali esistenti, agli estendimenti reti ,alla costruzione di nuove reti per allacciamenti, infrastrutture varie dell’acquedotto e della fognatura, fino alla posa di contatori per le utenze, con conseguenti scavi, saldature, reinterri ed asfalti.
Il personale addetto ed i tecnici dedicati agli interventi possiedono specifiche qualifiche per la saldatura ed utilizzano strumentazione di sondaggio e controllo ad elevato contenuto tecnologico; possiedono inoltre mezzi attrezzati che, distribuiti sul territorio su cui insistono le reti da manutenere, garantiscono la rapidità del pronto intervento e reperibilità 24 ore su 24.

G.R.A. Adeguamento a tre corsie quadrante nord ovest, ROMA

Il GRA, arteria di importanza critica per la viabilità cittadina, raggiunge punte di 160.000 attraversamenti giornalieri. L’insufficiente capacità di afflusso e deflusso di alcuni svincoli e la presenza di entrate a brevissima distanza dalle uscite, ha costretto per anni gli automobilisti che dovevano lasciare il GRA a condividere le stesse corsie (quelle più a destra) con gli automobilisti che vi si immettevano, con importanti ripercussioni sulla scorrevolezza del traffico.
Le opere in cantiere per la costruzione della terza corsia nel quadrante nordovest, fra gli svincoli Aurelia e Castel Giubileo sono state fra le più complesse nell’ambito delle attività di ammodernamento del GRA. L’opera più rilevante da menzionare è senza dubbio il Nuovo ponte sul Tevere, costruito con struttura mista acciaio-calcestruzzo , strutturalmente continuo su tre luci, la centrale di 102 metri e le laterali di 67 metri ciascuna.
Il completamento delle opere a contratto, si è succeduto progressivamente:
– Dicembre 2006: parziale apertura al transito del nuovo ponte nord sul Tevere (carreggiata esterna).
– Giugno 2007: aperto completamente al transito il nuovo ponte nord sul Tevere e dismissione dello storico .
– 2007: apertura di una nuova carreggiata per corsia tra il km 17,400 e il km 19,000, all’altezza dello svincolo Flaminia. Il termine dei lavori in questa porzione di tracciato ha consentito la rimozione di un notevole restringimento della carreggiata esterna che ha provocato intensi rallentamenti per tutta la durata della ricostruzione.

Global service manutentivo infrastrutture stradali, Forlì (FC)

Con il “Global Service Manutentivo delle Infrastrutture Stradali” l’Amministrazione Comunale di Forlì ha deciso di passare dalla classica “manutenzione ordinaria e straordinaria” ad una modalità basata su “strategie di pianificazione e programmazione delle attività manutentive”.
Da una politica di manutenzione ispirata all’idea di intervento a seguito di guasti, si è passati ad un concetto di manutenzione inteso come insieme di attività, che partendo dalla conoscenza del patrimonio e dalla valutazione del relativo stato d’uso e conservazione, passa attraverso la progettazione e programmazione degli interventi di manutenzione, all’organizzazione dei fattori di produzione, alla comunicazione, all ‘ in formatizzazione delle informazioni, per arrivare all’esecuzione delle attività necessarie all’eliminazione dei guasti o alla loro prevenzione.
Di conseguenza, il consorzio Conscoop nel ruolo di gestore non assume una semplice responsabilità di buona e tempestiva esecuzione di ordini di lavoro, ma ha autonomia nel coordinamento delle attività e nella decisionalità sulle azioni da adottare per raggiungere gli obiettivi fissati. L’Amministrazione con il Global Service non delega all’esterno le attività proprie dell’ente, in quanto mantiene in carico le funzioni di indirizzo e controllo ed è quindi su queste che deve concentrarsi per migliorare il servizio.

Ospedale Morgagni Pierantoni, Forlì (FC)

La configurazione morfologica adottata per il nuovo ospedale è di Piastra-Torre con Galleria. Il nuovo Ospedale, situato in posizione centrale rispetto agli edifici esistenti, nonostante lo spazio edificatorio a disposizione fosse già definito ha portato un incremento della superficie disponibile valutabile in circa 36.500mq.
La struttura è costituita da due piastre affiancate connesse da una piazza pubblica coperta, destinate l’una alle attività ambulatoriali per esterni, l’altra all’emergenza; sopra quest’ultima si eleva la torre delle degenze. L’atrio di ingresso, al piano terra, distribuisce i flussi esterni verso l’area accoglienza e accettazionesanitaria, Cup, bar e servizi commerciali. A sinistra , entrando, vi sono le aree ambulatoriali per un totale di 65 ambulatori , l’ultimo piano è stato destinato alle aree tecniche.
Il nuovo Ospedale Morgagni ha un impianto a volume compatto caratterizzato principalmente dalla netta separazione tra le due aree della piastra, in secondo luogo dall’organizzazione a corpo quintuplo della Torre Degenze (350 posti). Quest’ultima di facile accesso in quanto si trova in posizione baricentrica rispetto ai reparti e collegata dal nodo della circolazione verticale. Il blocco operatorio ha 8 sale ed il pronto soccorso dispone di 30 posti letto.

Riqualificazione del Parco Ausa Raggio Verde, Rimini (RN)

Si tratta di un intervento su di un polmone verde particolarmente frequentato dai riminesi e che si estende su di un’area di oltre 30.000mq., la cui valorizzazione è avvenuta con nuove piantumazioni quali ad esempio lecci, querce e salici bianchi, con la creazione di aree di sosta realizzate con materiali naturali, con il consolidamento attraverso interventi di ingegneria naturalistica del Lago di Cava e la realizzazione di un ulteriore specchio d’acqua di 3.000 mq che accompagna i pedoni ed i ciclisti all’attraversamento in sicurezza di via della Fiera, con quest’opera è stata sanata la cesura storica che impediva al parco di configurarsi come una vera e propria via di attraversamento lento e sostenibile della città e mantenendone la continuità paesaggistica.
Con la creazione del ponte su via della Fiera, sotto il quale è stato realizzato bacino idrico collegato con il lago della Cava, si è ricostruito il percorso che una volta era appunto quello del torrente Ausa.
L’intervento ha valorizzato ed arricchito, un grande parco urbano nella migliore tradizione delle grandi città, un polmone verde che unisce anche idealmente la città da monte a mare per ricordare a tutti anche in futuro quanto sia fondamentale la riqualificazione urbana delle aree verdi ed insieme a questo quanto possano essere utilizzate come vie di collegamento ecologiche tra i luoghi della città stessa.

Torrente Pisciatello. Ampliamento sezioni e rimozione superfettazione antropiche, Cesenatico-Gatteo (FC)

A seguito dei frequenti eventi alluvionali, era stato raggiunto un livello di rischio talmente elevato da dover intervenire radicalmente su tutto il corso d’acqua di pianura e su parti importanti del tratto di collina.
Sul tratto oggetto dei lavori è stato previsto un allargamento della sezione idraulica (sostanzialmente il raddoppio dell ‘ area di deflusso) si dall’immissione nel Fiume Rubicone e per una estensione di circa 4 km.
Per ottener tale allargamento sono state eseguite, dove possibile, sezioni in terra a forma trapezioidale di luce massima variabile da monte verso valle in base alle immissioni degli affluenti
Ove presenti degli impedimenti quali edifici, strade etc. è stato necessario realizzare muretti con fondazioni su pali di legno, difese spondali e rivestimenti in pietrame.
Le strade esistenti, da spostare in conseguenza dell’allargamento del corso d’acqua, sono state eseguite con una larghezza complessiva di 4,00mt. E’ stato eseguito lo spostamento ed il rifacimento degli scarichi stradali con posizionamento di valvole a clapèt di vari diametri. Infine sono stati eseguiti rinverdimenti con tallee di salice nei tratti interessati da scogliere e delle semine lungo le scarpate in terra per rendere maggiormente stabili le stesse.

Realizzazioni edificio a torre Fuksas 2, Milano (MI)

La torre Fuksas oggetto dell’intervento rientra nel piano di riqualificazione urbana (PRU) dell’area OM avviato dal Comune di Milano a partire dal 1998. La torre occupa un’area di 470 mq e ospita 14 piani di appartamenti residenziali e due piani interrati. Al primo piano interrato trova collocazione il locale preposto per l’alloggiamento dello scambiatore di calore, oltre che una parte di autorimessa.
Il secondo piano interrato è completamente dedicato ai box auto ed alla centrale frigorifera. I solai che coprono le autorimesse supportano un tetto giardino piano, dei percorsi pedonali ed il percorso carrabile per l’accesso all’autorimessa
Le singole unità abitative, diverse a ciascun piano, determinano facciate differenziate e mosse, non monotone come quasi sempre accade nell’architettura residenziale sviluppata in altezza. Le aperture si alternano per forma e dimensioni, mentre le logge e i balconi, con i loro giochi di luce ed ombra, creano un movimento che anima i prospetti, sottolineato alla sommità dalle asole presenti sulla copertura. Il gruppo scale e ascensori si trova a nord, lasciando agli appartamenti l’esposizione più favorevole all’irraggiamento solare.
I rivestimenti delle facciate sono in pietra dorata e ardesia a spacco: il contrasto cromatico esterno rispecchia la differenza di funzioni all’interno e infatti l’ardesia, scura, corrisponde alle zone notte. Il tetto a vela pare un coperchio quadrato che sembra essere sospeso sopra l’edificio: presenta delle feritoie distribuite lungo il perimetro per dare luce alle facciate arretrate delle zone giorno.
Progettista : Arch. Massimiliano Fuksas

Depuratore di Sciacca (AG)

Le opere realizzate nell’ambito del sistema fognante previsto nel P.A.R.F. ( programma attuativo della rete fognante) hanno consentito all’Amministrazione Comunale di Sciacca di risolvere i gravi problemi di carattere ambientale ed igienico-sanitario esistenti sul territorio, permettendo di raggiungere gli obbiettivi iniziali: salvaguardia dell’inestimabile valore del patrimonio naturalistico del bacino idrotermale; eliminazione degli scarichi fognari lungo tutta la costa dell’abitato; raccolta delle acque nere e quelle di prima pioggia; trattamento delle acque reflue mediante processo rendendole con una efficienza depurativa tale da renderle
idonee al riutilizzo. Da evidenziare l’innovativo sistema di trattamento adottato che, dopo le tradizionali fasi di pretrattamento e comparto biologico (denitrificazione e ossidazione – denitrificazione), ha previsto un sistema di filtrazione con membrana a fibra cava fluttuante. Da sottolineare la scelta di ridurre al minimo l ‘ impatto ambientale sostituendo le opere di sostegno tradizionali (muri in c.a. su pali) con la realizzazione di terre armate ricoperte di biostuoie.

Porticciolo Isola San Domino Isole Tremiti, (FG)

La costruzione delle nuove opere a difesa del porticciolo per l’attracco delle imbarcazioni all’isola San Domino ha dato rilevante significato in termine di ricettività e di valorizzazione del patrimonio turistico dell’area.
Data la particolare dislocazione nonché il contesto storico ambientale, turistico e paesaggistico in cui si è operato, sono stati adottati accorgimenti atti alla salvaguardia delle condizioni di sicurezza anche in relazione alla presenza turistica nelle aree circostanti. Le opere realizzate hanno previsto notevoli trasporti di materiali da terra via mare verso l’isola per cui sono state utilizzate navi da carico tipo Slavutich con capacità di carico 3.000t dotate di fondo particolarmente piatto, visto il basso fondale del porto di San Domino.
Tali mezzi sono stati utilizzati anche per le operazioni di posa dei materiali e per le lavorazioni di configurazione delle banchine. A completamento dell’opera sono state eseguite tutte le predisposizioni impiantistiche ed inseriti gli arredi urbani.

Chiesa della Beata Vergine delle Grazie, Sant’Agata Feltria (PU)

La Chiesa della Beata Vergine delle Grazie annessa al convento di S. Girolamo, complesso di medie dimensioni, si erge su un colle che domina il comprensorio. La prima pietra venne posta il 15 Agosto 1560 per la magnificenza dei marchesi Fregoso che ne finanziarono la costruzione , come si può notare dagli stemmi sull’ancona dell’altare maggiore e fu consacrata nell’agosto del 1575.
Il bel campanile romanico, con bifore nella parte superiore e finestre strombate a tutto sesto lungo la verticalità, fu restaurato la prima volta dall’architetto Botticelli Santi nel 1775. Il portico è suddiviso da colonne ottagonali e sormontate da un occhio in arenaria, mentre l’interno presenta la caratteristica della travatura scoperta. Le murature sono in pietra tufacea e di spessore vario dai 35 ai 100 cm.
All’interno si può ammirare la meravigliosa Pala del Santo dove sono rappresentati la Madonna col Bimbo in gloria, San Girolamo e Santa Cristina; un capolavoro rimasto meravigliosamente intatto nel tempo e salvaguardato durante i lavori eseguiti. Particolare attenzione oltre che agli aspetti storico- artistici ed ai materiali originali , sono stai riservati all’inserimento della parte impiantistica in particolare gli impianti elettrici sono rientrati nell’ambito di applicazione della norma sperimentale CEI 64-15 “Norma per gli impianti negli edifici pregevoli per rilevanza storica e/o artistica”.
I lavori di ripristino, recupero e restauro della Chiesa sono stati eseguiti con la supervisione della Soprintendenza per i Beni Architettonici essendo l’edificio vincolato tra gli “edifici soggetti a tutela ai sensi della legge n.1089 del 01-06-1939”.